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La Chistocross Ligue: cocktail perfetto tra spirito festivo e competizione invernale

Novembre: stabilire il probramma della stagione successiva   L’inverno si definisce il proprio programma di gare e di eventi per l’anno seguente. Dopo la mia doppia frattura della clavicola nel 2018, nel 2019 non parteciperò a nessuna gara in discesa. Quindi, da marzo a ottobre la stagione sarà composta da gare tipo all mountain, enduro a formato open, senza cronometro ed eventi intersquadre. Questi ultimi consistono nell’organizzare delle uscite in bici con i compagni di gare e con Unexpected Riders, il mio team.     In quest’ottica, credo …

Novembre: stabilire il probramma della stagione successiva
 
L’inverno si definisce il proprio programma di gare e di eventi per l’anno seguente. Dopo la mia doppia frattura della clavicola nel 2018, nel 2019 non parteciperò a nessuna gara in discesa. Quindi, da marzo a ottobre la stagione sarà composta da gare tipo all mountain, enduro a formato open, senza cronometro ed eventi intersquadre. Questi ultimi consistono nell’organizzare delle uscite in bici con i compagni di gare e con Unexpected Riders, il mio team.
 


 

In quest’ottica, credo che per divertirsi il più possibile in gara bisogna prima prepararsi bene fisicamente. La prima fase, da novembre a febbraio, è costituita da uscite lunghe, senza intensità. Si pedala in maniera tranquilla. Durante la seconda fase, da marzo a maggio, si inizia a fare delle uscite più brevi, con più dislivello. Inoltre, è il momento di attaccare un po’ di più in discesa. Gli watts aumentano progressivamente! Il periodo delle gare sta per iniziare. L’obiettivo è di mettere in pratica i miglioramenti fatti durante l’inverno. Infine, durante la terza fase, attiviamo la medalità competizione!
 
 
Inverno: pedalare a lungo per divertirsi
 


 

Prima di allora, concentriamoci sulla fase 1. Pedalare a lungo ed in maniera tranquilla. Ma è sempre primordiale divertirsi! Quando si ama la competizione, senza salire sempre sul podio, il ciclocross è la ricetta giusta per l’inverno. E’ utile per intervallare le uscite lunghe con una fase d’intensità ogni mese.
 
Mountain biker agguerrito, non ho nessuna bici da corsa o da ciclocross. Ed è per questo che partecipare alla Christocross Ligue ha senso. Uno dei fondamentali: tutti i tipi di bici sono accettati. Si tratta di un campionato di ciclocross che rompe le divisioni tradizionali fra le discipline. Questo valore è perfettamente adatto a me!
 
 
La Chistocross Ligue: di cosa si tratta?
 
Si tratta di un campionato di ciclocross la cui 3° edizione si è tenuta a novembre. Creato nel 2017, ha raggruppato 4 manches su ognuno dei primi 2 anni. Un sistema a punti ha ricompensato il migliore ad ogni tappa. La classifica della stagione è stata annunciata durante la finale. Tutte le manches si sono svolte a Lione o nella sua periferia.
 
La prima si è svolta a gennaio, l’ultima ad aprile. Gli organizzatori sono il Team Wild Child, il Team Gras Cycling Club ed il team Chistocross Cyclocross. Sono tutti e 3 dei team di lione.
 


 

Il chistocross è un mix fra « chistole » e ciclocross ». La « chistole » è un termine francese proprio ai fattorini in bici. E’ spesso impiegato per dire che qualunque cosa succede, bisogna affrontarla con forza e coraggio. Ed il ciclocross, credo che la maggior parte di noi sappia di cosa si tratta.
 
A gennaio, i « GO » scelgono il parco della Feyssine, a Villeurbanne. Chi dice gennaio dice umidità. Questo rende la terra locale, probabilmente argillosa, iper collosa. Vi lascio immaginare lo spirito guerriero di questa manche!
 
A febbraio, al parco Sermenaz di Rillieux la Pape, 2017 come 2018 sono stati sinonimi di meteo lumonoso e piuttosco clemente. Possiamo goderci un circuito collinare, sinuoso e rapido. Insomma, una manche molto divertente!
 


 

A marzo, la prova dell’Isola del Rodano a Vernaison ha luogo allo stesso tempo che il Rally dei 4 Puy (enduro). Quindi purtroppo senza di me.
 
Infine ad aprile la finale del campionato fa parte del festival « Les Boucles d’Or ». Questo evento rende omaggio alla rpatica della bici in tutte le sue forme. Ha luogo a Lione, nello splendido parco « Tête d’Or », sopra ed intorno al velodromo Georges Préveral. Il Chistocross si svolge la domenica, con DJ, bar, villaggio degli espositori e zona relax. gareggiare con la musica, con gli spettatori ed il commentatore che ci incoraggiano, crea un’atmosfera molto motivante.
 
 
La gara 2018/2019: resoconto
 
 


 

Per il 2019, dopo le prime 2 stagioni riuscite in termini di affluenza e di atmosfera, gli organizzatori decisono di aggiungere una quinta manche al campionato, con la gara di novembre 2018! I « GO » hanno scelto lo spot dell’Isona del Rodano, a Vernaison. I residenti di Lione centro ci vanno insieme, pedalando. In 16 km c’è tempo per arrivare riscaldati e senza inquinare.
 
Come lo indica il suo nome, questo spot si trova a bordo del fiume. Questo gli conferisce un’attrattiva incontestabile, in un contesto molto verde. Ne conservo delle bellissime immagini in mente e penso che le foto lo confermano.
 
Per portare avanti la tradizione di queste gare in Belgio o nel Regno Unito, ho preso l’abitudine di mascherarmi, perché un po’ d’umore non fa mai male. #CheLaFestaInizi è lo slogan di Unexpected Riders. Cerco di essere coerente con i valori del mio team.
 
 
Il formato « Green hook »:
 


 

La creatività della direzione di gara non ha limiti, da una manche all’altra, il formato non è fisso. Questa volta, abbiamo scoperto cos’è un Green hook. La gara è composta di diverse manche qualificative tipo sprint, per gruppi di 5 piloti ed una finale ad ondate di livelli (una quindicina di piloti per ogni ondata). Per questo, i circuiti di 500 m sono segnalati. Chiamiamoli 1 e 2.
 
 
Le qualifiche:
 
Programma:
1. Circuito 1, 3 giri (1500 m), senso orario
2. Circuito 2, 3 giri (1500 m), senso horaire
3. Circuito 1, 3 giri(1500 m), senso antiorario
4. Circuito 2, 3 giri(150 0m), senso antiorario
 
Lasciatemi dire che disconnettiamo il cervello sin dalla partenza! La gara non viene pianificata, si da il massimo, dal primo all’ultimo colpo di pedale.
 


 

Viste le brevi distanze di ogni manche, durano circa 5 minuti. I gruppi passano uno dopo l’altro. Ognuno fa le sue manche ogni 25 minuti circa. Questo permette di recuperare ad ogni intervallo, incoraggiando i compagni allo stesso tempo. Alla fine della manche, secondo la propria clzssifica, si fanno dei punti. La classifica generale dopo 4 gare qualificative determina la posizione finale di livello: finale A o B.
 
Risultati nel gruppo 4:
 
Q1 – circuito 1: 2°/5, pedalata forte e potenza, sfruttando tutte le opportunità di riprendere velocità. Non mi sono mai fatto superare dal secondo. Il circuito 1, molto sunuoso e collinare, più sembrato più favorevole alle MTB, mentre il circuito 2 era più piatto, e costituito da linee dritte più lunghe, quindi più favorevole alle bici da CX.
 
Q2 – circuit 2: 3°/5.
 
Q3 – circuito 1: 3°/5, positione conservata grazie ai generosi rilanci nelle sezioni chiave di questo circuito favorevole alla mia bici da enduro semirigida.
 
Q4 – circuito 2: 3°/5, ma su un circuito fatto per i CX, per la prima volta ho gestito bene la mia gara. La strategia consiste nel pedalare in maniera fluida sulle sezioni in cui il terreno è rovinato e che girano molto. Si tratta di sezioni favorevoli alle MTB. Il tutto rallentando il mio respiro, per rallentare il ritmo cardiaco. Poi sulle parti di falsopiano erboso, e sull’ultimo rettilineo verso l’arrivo, potenza massima!
Alla classifica generale del gruppo 4, mi sono qualificato per la finale A.
 
 
La finale:
 
I circuiti 1 e 2 erano uno accanto all’altro, quindi una partecipante ha avuto una super idea: perché non fare un grande circuito di finale modificando velocemente la segnalazione? Proposizione immediatamente convalidata dagli organizzatori. Qualche istante più tardi, un magnifico grande anello finale si è offerto a noi.
 
Programme :
1. Finale B
a. Grande anello finale
b. 1 giro = 1000 m
c. 1 sola manche
d. 3 giri, 3000 m
2. Finale A
a. Idem
 


 

Eccomi alla partenza della seconda linea. Si parte, partenza non male. Scopro di saper essere esplosivo, sembra che il lavoro dia i suoi risultati.
 
Alla prima difficoltà tecnica, bloccaggio. Allora il riflesso sviluppato sulle discese marathon riappare. Scendo dalla bici, lo porto e piano piano guadagno 3 posti. Poi il gruppo inizia a separarsi ed io sento i miei limiti. All’inizio del 2° giro sono ultimo. Cerco di seguire il penultimo mentalmente, ma il fisico non risponde più, allora decido di divertirmi!
 
E’ ora di lasciarli andare avanti, di godermi gli ultimi 1700 m di gara. Allora risparmio energia per dare il massimo prima delle discese. Cerco di fare qualche bel salto.
 
Alla fine del 3° ed ultimo giro, supero la linea d’arrivo, 13esimo su 13 della finale A, ultimo fra i bravi. Nella classifica generale sono 13esimo su 26. Questo mi fa pensare che dal 2017, l’anno del mio primissimo Chistocross, ho fatto qualche progresso:
 
- La Feyssine 2017 => 38esimo / 60esimo alla classifica generale, 1° gara
- La Feyssine 2018 => 13esimo / 30 alla classifica generale, 4° gara e migliore performance
- Vernaison 2018 => 13esimo / 26 alla classifica generale, 5° gara, forse inizio ad essere regolare?
 
 
La parola finale
 

Per concludere questo bel momento, del vino caldo ci aspettava! Non vedo l’ora della prossima manche, a La Feyssine, domenica 20 gennaio Copertoni per il fango oggligatori.
 


 
 
Juan CAUDRON MARTINEZ, Team Unexpected Riders, Novembre 2018.
 
 
 

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