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Uscita sulle Terre Nere con un giovane rider Enduro

Nella nostra bella regione Provenza-Alpi-Costa-Azzurra (Francia), nelle Alpi di Alta Provenza, a qualche kilometro da Digne-les-Bains, si vedono in lontananza delle montagne dai colori scuri, grigie. Dei picchi molto pendenti con qualche larice, si tratta delle famose Terre Nere.   Le Terre Nere sono conosciute in tutto il mondo, dominano tutta la valle, costituiscono l’uscita da non perdere per i riders del sud della Francia.   Ogni anno a giugno accolgono il Raid o l’Enduro organizzati dal mio club (il VTT Rando 04). A giugno 2018, ho potuto …

Nella nostra bella regione Provenza-Alpi-Costa-Azzurra (Francia), nelle Alpi di Alta Provenza, a qualche kilometro da Digne-les-Bains, si vedono in lontananza delle montagne dai colori scuri, grigie. Dei picchi molto pendenti con qualche larice, si tratta delle famose Terre Nere.
 
Le Terre Nere sono conosciute in tutto il mondo, dominano tutta la valle, costituiscono l’uscita da non perdere per i riders del sud della Francia.
 
Ogni anno a giugno accolgono il Raid o l’Enduro organizzati dal mio club (il VTT Rando 04). A giugno 2018, ho potuto prendere parte al mio primo Enduro e sono finito 1° cadetto e 49 esimo su nella classifica generale.
Inizio a conoscere bene questa terra perché la frequentiamo tutto l’anno.
 


 

Dopo un’ora di salita sulla strada eccoci arrivati sulla piazza del villaggio di Villard des Dourbes, dove una fontana d’acqua fresca ci permette di rinfrescarci prima di iniziare la discesa. Piccola pausa obbligatoria per recuperare della lunga e ripida salita.
 
Possiamo già ammirare da lontano la pista che appare in queste marne nere.
 
Ultima breve salita ed eccoci arrivati all’inizio dei Picchi. Come lo indica il suo nome, si tratta di un piccolo sentiero molto stretto che ci permette di passare da una gobba all’altra. Percorso ripido e sinuoso, al bordo di due profonde gole da ogni lato.
 
E’ impossibile superarsi a vicenda e scendiamo in fila indiana ammirando (con molta prudenza…) il paesaggio che si offre a noi.
 
Ci lasciamo andare piacevolmente immaginando di essere dei grandi campioni che sfidano le regole dell’equilibrio e le leggi della gravità.
 
Da qualche giorno le Terre Nere sono gelate e fangose per via dei capricci del meteo e delle temperature vicine ai -5 °C la notte, ma niente neve all’orizzonte.
 


 

Con il mio ultimo « destriero », una Giant SX del 2018 c’è da divertirmi in questa uscita in modalità Enduro.
Perché la mia MTB tenga la strada, l’ho equipaggiata con un copertone Maxxis High Roller 2 da 2,40 al posteriore e di un Maxxis Shorty da 2,40 all’anteriore.
 
A noi due i picchi, delle belle discese e delle lunghe curve in pendenza che cominciano a scongelarsi sotto al calore del sole. Più scendiamo, più il terreno diventa umido.
 
Affronto con fiducia le curve ed apro la mia traiettorie. I miei appoggi in avanti mi fanno notare l’eccellente grip dello Shorty e posso finire tagliando la curva con il mio copertone posteriore, l’High Roller 2. Nessun problema, rimango in pista.
 
Dopo la discesa dei picchi eccomi agli scivoli, che portano questo nome per via del loro profilo. Delle belle discese ripide e delle risalite meno belle, dove devi pedalare come un matto… Quando arrivi in cima hai l’impressione di avere il fiato corto e di non essere pronto ad affrontare la nuova discesa che si presenta.
 
Questa successione di gole ci ricorda le montagne russe che dobbiamo superare con numerose difficoltà tecniche che si concatenano: gradini, sentieri ripidi,…
 


 

Allora una volta arrivati sull’ultima cima, la concentrazione è immensa per permettere di affrontare il susseguirsi di discese, rilanci e salite, i passaggi sinuosi a bordo del buoto. Una volta lanciato, niente di meglio per divertirsi, le curve si susseguino, salto i gradini che si presentano a me. Le compressioni terribili in fondo alle discese ci schiacciano ma la mia MTB incassa bene gli impatti e i copertoni resistono.
 
Arrivo in fondo, un piccolo debriefing con l’allenatore, ed analisi dell’uscita.
 
Uscita di 20 km partendo da Digne con 850 m di dislivello. Le Terre Nere non è un’uscita aperta a tutti i riders, bisogna meritarlo per potercisi rendere ma dopo, che meraviglia…
Il top del top per mantenersi in forma durante l’inverno. Niente di meglio che pedalare su dei terreni che variano per alternare salite tecnicamente e fisicamente impegnative oltre che delle lunghe discese in cui si va forte come in gara.
 
Ho capito presto che in questa stagione invernale, la MTB reagiva diversamente a seconda del mio pilotaggio e che i copertoni contavano molto per il grip sui terreni capricciosi. Questo montaggio è perfettamente adatto al tipo di terreno ed alle condizioni umide del momento. I tasselli sono ben disegnati ed offrono un’aderenza eccezionale. Il pilotaggio è piacevole e sicuro.
 


 

 
Théo MATHIEU, VTT Rando 04, gennaio 2019.
 
 
 

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